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Possiamo offrirvi un tè?
Il tè pomeridiano come rito di ospitalità e occasione di vita sociale che, almeno nella sua forma più “inamidata” e pomposa, era un po’ superato, sta tornando in modo meno formale e più disinvolto per il piacere di stare in compagnia con una bevanda calda, elegante, ristoratrice. In più si sta diffondendo l’abitudine di bere il tè anche in altre ore del giorno: appena alzati, a metà mattinata, per recuperare energie dopo uno sforzo fisico mentale, a pranzo, in sostituzione di un pasto calorico, e magari alla sera dopo cena…
Insomma, si può dire che il tè sia entrato di prepotenza nelle nostre abitudini alimentari , anche se un inglese troverebbe probabilmente da ridire sul tè “italian style”. Per un lord o una lady, che in materia si considerano i massimi esperti, il nostro tè è infatti mediamente troppo leggero e privo di carattere. E soprattutto non è molto diffusa la conoscenza della bevanda che fa distinguere, apprezzare le differenze fra tè indiani e cinesi, sapori affumicati e aromatizzati, fra miscele e miscele.
Le regole d’oro per preparare un buon tè sono in realtà così semplici che sembra impossibile sbagliare. Acqua, tè e pochi gesti facili, rapidi: che cosa occorre di più? Eppure… da sempre si discute sulla temperature dell’acqua, i minuti di infusione, i grammi di foglioline necessari per ogni tazza…
Secondo autorevoli voci, il procedimento corretto è il seguente:
• Scaldare la teiera sciacquandola più volte con acqua bollente ponendola in uno scaldavivande;
• Mettere nella teiera un cucchiaino di tè per persona più uno, il cosiddetto cucchiaino “per la teiera”;
• Portare l’acqua a ebollizione in un recipiente smaltato, possibilmente adibito a questo solo uso. Attenzione: l’acqua deve essere sul punto di bollire, ma non bollire;
• Versare l’acqua calda nella teiera, chiudere col coperchio, lasciare in infusione per 4-5 minuti e quindi servire.